p(r)assigiovani

comunità di pratiche sulle politiche giovanili

Live blogging l’amicizia ai tempi di facebook

Siamo partiti, il bello della diretta sta mettendo a dura prova Pina De Angelis che deve coordinare anche i video che non si vogliono aprire.

Ci potete seguire qui con il live blogging, in streaming http://cdn.livestream.com/grid/LSPlayer.swf?channel=prassigiovanitv&autoPlay=false oppure sulla pagina facebook,  anche su twitter qui: @amiciz , in tutti questi posti potrete postarci le vostre domande.

Il tavolo dei relatori

Insomma non avete scusanti, è appena arrivata la Trillini, spero che abbia pietà di me, al mio fianco c’è Carlo Infante su Skype Riccardo Grassi da Milano e poco più in la Paola Nicolini.

Parte Riccardo Grassi su Skype, facebook non è il diavolo non massifichiamo i ragazzi.

Riccardo dice che è importante non farsi usare dalle tecnologie, il nostro è un paese gerontocratico, difficile trovare spazi per i giovani se non quelli dedicati al divertimento, ma diciamo che questo non deve eccedere, e questo è contradditorio.

Si fa fatica a inserire i giovani nel contesto della società, possiamo crescere solo quando le richieste dei giovani saranno di stimolo per l’intera società.

Paola Nicolini dice che facebook è una estensione delle possibilità dei giovani, di quello che fanno nella loro vita reale,  i giovani su facebook parlano molto di politica e per allargare il cerchio delle discussioni, contrariamente alla bassa partecipazione politica nella vita reale.

 

Il pubblico

Carlo Infante parla dell’arretramento delle competenze del nostro paese, del fil: felicità interna lorda. Parla dei cambiamenti di Torino, per evidenziare  l’impatto dei social network, cita comunanze.net come prima esperienza di social network.

Cita anche Napster come distruttore delle case discografiche, parla del marketing come necessità anche contradditoria per crescere ed evolversi.

Carlo ha smesso di essere comunista trenta anni fa e non vuol sentire parlare di “ggiovani”, parla della necessità di riappriopriarsi degli spazi pubblici, Villa Barrucchello deve avere un wifi.

Pina interrompe Carlo ponendo una domanda che cosa cambia per gli educatori per il mondo come possiamo gestire questo mondo di informazioni.

Qui sono intervenuto io, secondo me genitori, educatori, gli adulti debbono esserci su internet, non devono alzare le mani di fronte alle nuove tecnologie, quando abbiamo cominciato a lavorare a questo evento cercavo gli amici della comunità e non li trovavo, fino a quando Giampaolo non ha lanciato l’allarme chiedendosi come mai avevamo poche persone interessate sulla pagina facebook.

Ecco la Trillini che affila il suo fioretto, sottolinea il sudore e la fatica, i valori, l’amicizia, usa skype perchè ovviamente è una opportunità quando si viaggia all’estero.

Arrivano domande dal pubblico per Giovanna Trillini e considerazioni dall’ambito politico della zona, interviene un assessore alle politiche giovanili di Ripatransone e un consigliere provinciale.

Ecco un intervento di un ragazzo di venti anni che racconta cosa fa lui con facebook, lavoro e comunicazione.

Stefano Ranieri parla della sua difficoltà a relazionarsi con facebook, perchè sente un pudore nel suo essere in piazza davanti a tutti.

Paola Nicolini parla delle paure rispetto a facebook, come se ad esempio la pedofilia fosse un problema di internet e non un fatto che appartiene purtroppo alle nostre famiglie.

Rispetto alla gestione delle emozioni Paola dice che l’uomo si differenzia dagli animali per la possibilità di mentire, nella rete succede la stessa cosa, può e non può succedere, il mascherarsi è un nostro problema, siamo noi a cercarlo o meno.

Leggo un contributo di Doriano che ha originato uno scambio tra me e lui sulla questione dei linguaggi e delle capacità/competenze nella scrittura dei ragazzi.

Riccardo Grassi ci dice che stanno cambiando le regole sociali, non sappiamo come usare gli strumenti non sappiamo come comportarci, i giovani nascono con questi strumenti e li sanno usare meglio, noi che siamo in difficoltà diciamo che sono il diavolo, la stessa cosa che è stata detta per l’auto come per la televisione. Gli adulti non devono stare dietro ai giovani, il giovanilismo è assurdo, bisogna consentire ai ragazzi di fare le loro esperienze e dargli gli strumenti per farlo.

 

 

26 novembre 2010 - Posted by | amicizia, facebook | , , , , , , ,

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